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		<title>Lesioni cutanee e da decubito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[wp_1944143]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 03:39:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura della Persona]]></category>
		<category><![CDATA[lesioni cutanee]]></category>
		<category><![CDATA[piaghe da decubito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lesioni cutanee e da decubito: come riconoscerle e curarle Le piaghe da decubito sono delle lesioni cutanee difficili da guarire e, se non opportunamente curate, portano alla necrosi dei tessuti. Nei casi più gravi possono raggiungere lo strato sottocutaneo, fino ad intaccare muscoli e ossa o ad altre strutture sottostanti come tendini&#160; o capsule articolari. Le&#160;piaghe da decubito, se molto estese, sono un segnale prognostico negativo per la sopravvivenza stessa della persona. Possono colpire soggetti di qualsiasi età, ma è nell&#8217;età avanzata che&#160;si&#160;ha la maggiore incidenza di tale sintomatologia. Queste ferite si generano, solitamente, nei pazienti costretti all’immobilità per varie ragioni e che assumono a lungo una posizione statica. Le ferite non sono causate, quindi, da una patologia congenita degenerativa, né da infezioni dovute a tagli o lesioni superficiali, ma si formano Quando un tessuto molle si trova compresso fra una prominenza ossea (ad es. trocantere, sacro, occipite, talloni, gomiti, caviglie, padiglione auricolare ecc.) ed una superficie esterna (ad es. materasso, sedia, carrozzina, ecc.) per un periodo di tempo prolungato che varia da soggetto a soggetto, i vasi sanguigni di quell’area collabiscono e si verificano dapprima&#160;ischemie&#160;e&#160;rossori, fino ad arrivare alla morte di tessuto (necrosi). La&#160;pressione&#160;perpendicolare del peso corporeo non è&#8230; <a class="read-more-link" href="https://www.medicspoint.it/lesioni-cutanee-e-da-decubito/">Read More</a></p>
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				<div class="elementor-widget-container"><h2 class="wp-block-heading"><strong>Lesioni cutanee e da decubito: come riconoscerle e curarle</strong></h2><p>Le piaghe da decubito sono delle lesioni cutanee difficili da guarire e, se non opportunamente curate, portano alla <strong>necrosi dei tessuti. </strong>Nei casi più gravi possono raggiungere lo <strong>strato sottocutaneo</strong>, fino ad intaccare <strong>muscoli</strong> e <strong>ossa </strong>o ad altre strutture sottostanti come <strong>tendini</strong>  o <strong>capsule articolari</strong>. Le <strong>piaghe da decubito</strong>, se molto estese, sono un segnale prognostico negativo per la sopravvivenza stessa della persona. Possono colpire soggetti di qualsiasi età, ma è nell&#8217;età avanzata che <strong>si</strong> ha la maggiore incidenza di tale sintomatologia.</p><p>Queste ferite si generano, solitamente, nei <strong>pazienti costretti all’immobilità</strong> per varie ragioni e che assumono a lungo una <strong>posizione statica.</strong></p><p>Le ferite non sono causate, quindi, da una patologia congenita degenerativa, né da infezioni dovute a tagli o lesioni superficiali, ma si formano Quando un tessuto molle si trova compresso fra una prominenza ossea (ad es. trocantere, sacro, occipite, talloni, gomiti, caviglie, padiglione auricolare ecc.) ed una superficie esterna (ad es. materasso, sedia, carrozzina, ecc.) per un periodo di tempo prolungato che varia da soggetto a soggetto, i vasi sanguigni di quell’area collabiscono e si verificano dapprima <strong>ischemie</strong> e <strong>rossori</strong>, fino ad arrivare alla morte di tessuto (<strong>necrosi</strong>).</p><p>La <strong>pressione</strong> perpendicolare del peso corporeo non è l’unica forza che causa l’insorgenza di complicanze ipossiche, ischemiche o necrotiche; ad essa, infatti, si aggiungono stiramento e frizione:</p><ul class="wp-block-list">
<li>con <strong>stiramento</strong> si intende quella forza esercitata parallelamente al piano di appoggio, determinata dallo slittamento dei segmenti corporei da una posizione ad un’altra se non sorretti adeguatamente. In questo modo si produce una trazione dei tessuti molli superficiali ancorati alle fasce muscolari profonde, con effetto di stiramento, possibile angolazione, microtrombosi, ostruzione e recisione dei piccoli vasi, ipossia e conseguente necrosi tissutale profonda;</li>
<li>con <strong>frizione</strong> si intende la forza esercitata tra due superfici a contatto che, muovendosi l’una contro l’altra (biancheria personale/biancheria dell’unità di degenza con la superficie corporea), provocano l’asportazione degli strati più superficiali, cosa che rende l’area estremamente suscettibile agli eventi lesivi.</li>
</ul><h2 class="wp-block-heading"><strong>I casi in cui si possono formare le ulcere da decubito</strong></h2><p>Come abbiamo detto, la staticità della posizione è la causa della formazione di queste <strong>lesioni cutanee  da decubito</strong>, per cui è necessario conoscere le ragioni che possono portare il paziente a sviluppare questo tipo di ferite.</p><p>Tutti i pazienti costretti ad <strong>immobilità prolungata</strong> rischiano la <strong>necrosi dei tessuti del derma</strong>, ma non tutti hanno accanto familiari con l’esperienza necessaria o le competenze adeguate a <strong>prevenire la formazione, riconoscere</strong> e <strong>curare le ferite</strong>.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Punti critici più comuni per la formazione delle piaghe da decubito:</strong></h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<td style="width: 70%;">
<p><strong>Posizione  supina:</strong> regione sacrale, apofisi spinose vertebrali, spina della scapola, nuca e  talloni.</p>
</td>
<td>
<figure class="alignright size-large"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-9320" src="https://www.medicspoint.it/wp-content/uploads/2021/06/immagine1.jpeg" alt="pagh da decubito in posizione supina" width="200" height="119" /></figure>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Posizione laterale</strong>: regione trocanterica, cresta iliaca, malleoli, bordo esterno del piede, ginocchio, spalla, gomito, padiglione auricolare.</p>
 </td>
<td> 
<figure class="alignright size-large"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-9321" src="https://www.medicspoint.it/wp-content/uploads/2021/06/immagine2.jpeg" alt="piaghe da decubito in posizione laterale" width="200" height="119" /></figure>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Posizione prona</strong>: zigomo, regione temporale, padiglione auricolare, arcate costali, spina iliaca anterosuperiore.</p>
</td>
<td>
<figure class="alignright size-large"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-9322" src="https://www.medicspoint.it/wp-content/uploads/2021/06/immagine3.jpeg" alt="piaghe da decubito in posizione prona" width="200" height="119" /></figure>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Posizione seduta</strong>: gomito, coccige, regione ischiatica, aree compresse dai  bordi della sedia, da ciambelle, cuscini.</p>
</td>
<td>
<figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-9323" src="https://www.medicspoint.it/wp-content/uploads/2021/06/immagine4.jpeg" alt="piaghe da decubito in posizione seduta" width="200" height="192" /></figure>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Si individuano quindi delle zone anatomiche ben precise ove si determineranno con più probabilità le lesioni da decubito. La formazione di un decubito, in qualsiasi parte del corpo, ci informa che esiste un rapporto pressione/tempo che va ridotto attraverso un&#8217; azione riabilitativa e cambi di posizione indicati  da personale competente. <strong>Come prevenire le lesioni cutanee e da decubito. </strong>Prima di arrivare a parlare dei <strong>metodi curativi</strong> è bene specificare che è possibile operare in termini di <strong>prevenzione</strong>. La prima cosa da fare è quella di <strong>stimolare la circolazione del sangue</strong>, esortando e aiutando il paziente a <strong>cambiare posizione ogni 2 ore</strong>. Non sempre, però, è facile sollevare e far muovere un paziente allettato, ma soprattutto coloro che, per ovvie ragioni, non possono collaborare: è il caso delle persone affette da una <strong>grave forma di obesità</strong>, il cui <strong>peso è eccessivo</strong>; nei <strong>pazienti tetraplegici</strong> o affetti da <strong>Sclerosi Multipla, </strong><strong>Sclerosi Laterale Amiotrofica (Slà) </strong><strong> </strong>o altre patologie invalidanti in cui i pazienti seppure coscienti e vigili non possono collaborare; le persone con  traumi o lesioni ossee, il cui movimento sbagliato può causare altri rischi e quindi sono costrette all’immobilità. Gli <strong>operatori sanitari</strong>, come medici e infermieri, ma anche gli <strong>OSS </strong>(operatori Socio Sanitari) sono sicuramente di grande <strong>sostegno e aiuto per i familiari di un paziente in determinate condizioni</strong>.</p>
<ul>
<li>Un altro importante accorgimento per <strong>prevenire le piaghe da decubito</strong> è quello di utilizzare solo <strong>materiale traspirante e delicato</strong>, sia per <strong>l’abbigliamento del paziente</strong>, che per <strong>la biancheria da letto</strong>; anche l’utilizzo di un appropriato <strong>materasso antidecubito</strong> è fondamentale nella prevenzione. I migliori materassi antidecubito attualmente in commercio sono quelli con i sensori, che avvertono immediatamente  una pressione maggiore, in un qualsiasi punto del corpo e provvedono a scaricarla, peculiarità  che i comuni materassi  ad aria o acqua non hanno, in quanto la loro programmazione prevede solo un ciclo continuo a celle alternate, standardizzato. </li>
</ul>
<p>Sono assolutamente da evitare i <strong>tessuti sintetici</strong>, <strong>gommosi</strong>, <strong>elastici</strong>, <strong>ruvidi</strong>. Lo <strong>sfregamento ripetuto</strong>, <strong>l’eccesso di sudorazione</strong> e qualsiasi presidio che crei umidità (pannolone, traversa ecc.) contribuiscono alla <strong>formazione delle piaghe. </strong><strong>Come riconoscere le lesioni: </strong>Le <strong>piaghe da decubito</strong>, se non curate, possono portare il <strong>paziente alla morte</strong>. Per questo è fondamentale imparare a <strong>riconoscere prontamente i sintomi e rivolgersi tempestivamente al proprio medico</strong>.</p>
<h3><strong>Vediamo quali sono le fasi di propagazione della piaga:</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9324" src="https://www.medicspoint.it/wp-content/uploads/2021/06/Immagine_5.jpeg" alt="" width="797" height="480" srcset="https://www.medicspoint.it/wp-content/uploads/2021/06/Immagine_5.jpeg 482w, https://www.medicspoint.it/wp-content/uploads/2021/06/Immagine_5-300x180.jpeg 300w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /><strong>Grado 1: </strong>Eritema non riducibile con cute integra, considerata quale lesione  che precede l&#8217;ulcera cutanea</p>
<p><strong>Grado 2: </strong>Perdita parziale di sostanza a carico della cute che interessa l&#8217;epidermide  e/o il derma. L&#8217;ulcera è superficiale e si presenta, clinicamente, come abrasione,  vescicola o cavità superficiale .</p>
<p><strong>Grado 3: </strong>Perdita di sostanza cutanea a tutto spessore con danno/necrosi del tessuto sottocutaneo che può estendersi  fino alla fascia sottostante, ma senza superarla. Clinicamente l&#8217;ulcera si presenta come una cavità profonda, con o senza margini sottominati</p>
<p><strong>Grado 4: </strong>Perdita cutanea a tutto spessore con vasta distruzione, necrosi tissutale  o con danno  esteso al muscolo, all&#8217;osso o ad altre strutture sottostanti come tendini  o capsule articolari.</p>
<p><strong>Lesione chiusa: </strong>Area di tessuto colliquato  subepidermica, con una piccola lesione superficiale, apparentemente di scarso significato clinico. E&#8217; necessario eseguire un&#8217;indagine radiologica ed ecografia per una corretta valutazione dell&#8217;estensione e dei rapporti con gli altri tessuti, per il pericolo di infezioni sistemiche.</p>
<p>Se un vostro familiare è costretto all’immobilità prolungata è bene <strong>monitorare la situazione</strong> e <strong>chiedere sempre un consulto al proprio medico di fiducia</strong>.</p>
<p><strong>Curare in modo efficace le piaghe: pulizia e detersione.</strong></p>
<p>La prevenzione, come abbiamo detto, è necessaria ad impedire la formazione delle ulcere. Ma è anche importante sapere come <strong>pulire</strong>, <strong>detergere</strong> e <strong>curare </strong>le piaghe qualora dovessero formarsi. <strong>Un errore assolutamente da evitare</strong> è quello di usare disinfettanti sulle lesioni, banditi ormai da decenni, in quanto sono irritanti per cute e mucose, sono citotossici e poco selettivi e inattivano l’azione degli enzimi proteolitici e distruggono i fibroblasti. Rallentano i processi di cicatrizzazione ed ostacolano la riepitelizzazione,   rallentando la guarigione. Se espressamente richiesta dal medico, l’antisettico da preferire nella disinfettazione è la clorexidina gluconato in soluzione acquosa allo 0,05 % dotata di una buona attività antisettica, un’ottima tollerabilità e bassa citotossicità. Mentre l’impiego di antibiotici topici è riservato esclusivamente nel trattamento di lesioni chiaramente infette, limitatamente al caso in cui l’utilizzo di antisettici e una detersione accurata o altri tipi di trattamento, protratta per 2-4 settimane, non sia stata risolutiva per l’abbattimento della carica batterica presente sulla lesione impedendone la guarigione. L’uso  di eventuale antibiotico topico sulla lesione, deve essere richiesta da un’ infettivologo. Quindi:</p>
<ul>
<li>Il sangue deve circolare correttamente, per evitare la compressione dei vasi sanguini e il formarsi delle piaghe.</li>
<li>Se si è impossibilitati ad eseguire i cambi di posizione del paziente allettato ogni 2 ore utilizzare ausili antidecubito (materasso).</li>
</ul>
<p>La cosa fondamentale rimane, che si deve, invece, <strong>pulire</strong> e <strong>detergere  la ferita </strong>con <strong>prodotti e presidi idonei</strong>, ma prima di ogni azione, è fondamentale chiedere sempre al proprio <strong>medico di fiducia</strong>.</p>
<p><strong>Medic’s Point</strong> da anni è centro specializzato in <strong>vendita</strong> e <strong>noleggio</strong> di <strong>prodotti </strong>e <strong>dispositivi medici</strong> ed <strong>elettromedicali.</strong> Ausili antidecubito per la prevenzione, medicazioni avanzate,  dispositivi per la pulizia e detersione, ossigenoterapia e terapia a pressione negativa (TPN o Vac).  Il nostro team di esperti fornisce un professionale servizio di <strong>consulenza personalizzata</strong> e <strong>assistenza dedicata</strong>.</p>
<p><strong><a href="/contatti/">Contattaci </a></strong>per ricevere tutte le informazioni sui nostri prodotti e servizi.</p>								</div>
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		<title>Incontinenza e ritenzione urinaria</title>
		<link>https://www.medicspoint.it/incontinenza-e-ritenzione-urinaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[wp_1944143]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2017 06:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura della Persona]]></category>
		<category><![CDATA[incontinenza]]></category>
		<category><![CDATA[ritensione urinaria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le principali cause delle perdite urinarie e dei problemi minzionali L’urina è prodotta nei reni e scorre dai reni alla vescica attraverso gli ureteri. La vescica immagazzina l’urina che attraverso l’uretra viene trasportata fuori dall’organismo. Questo flusso, dalla vescica all’uretra, è controllato dagli sfinteri uretrali, che aprono e chiudono l’orifizio di scarico della vescica. Gli sfinteri, a loro volta, sono controllati dai muscoli del pavimento pelvico. La vescica sana espelle l’urina in modo controllato, di solito volontario, e una persona urina mediamente 4-8 volte al giorno. L’attività della vescica è regolata dai sistemi nervoso centrale e periferico. Si sente il bisogno di urinare quando i recettori di stiramento all’interno della vescica inviano il segnale al cervello che la vescica è piena. Tuttavia, in presenza di una disfunzione della vescica, non si è in grado di inibire&#160;il bisogno impellente di urinare. I problemi vescicali possono causare incontinenza urinaria o ritenzione urinaria. Incontinenza urinaria L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina. Esistono diversi tipi di incontinenza urinaria, ognuno con diversi sintomi e cause. Ritenzione urinaria La ritenzione urinaria può essere causata da un’ostruzione del tratto urinario, una debolezza muscolare della vescica o una condizione neurologica tutte quelle condizioni che interferiscono con&#8230; <a class="read-more-link" href="https://www.medicspoint.it/incontinenza-e-ritenzione-urinaria/">Read More</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Le principali cause delle perdite urinarie e dei problemi minzionali</h2>
<p><strong>L’urina è prodotta nei reni e scorre dai reni alla vescica attraverso gli ureteri. La vescica immagazzina l’urina che attraverso l’uretra viene trasportata fuori dall’organismo. Questo flusso, dalla vescica all’uretra, è controllato dagli sfinteri uretrali, che aprono e chiudono l’orifizio di scarico della vescica. Gli sfinteri, a loro volta, sono controllati dai muscoli del pavimento pelvico. La vescica sana espelle l’urina in modo controllato, di solito volontario, e una persona urina mediamente 4-8 volte al giorno.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.medicspoint.it/wp-content/uploads/2017/02/incontinenza.jpg" alt="incontinenza e ritensione urinaria"></p>
<p>L’attività della vescica è regolata dai sistemi nervoso centrale e periferico. Si sente il bisogno di urinare quando i recettori di stiramento all’interno della vescica inviano il segnale al cervello che la vescica è piena. Tuttavia, in presenza di una disfunzione della vescica, non si è in grado di inibire&nbsp;il bisogno impellente di urinare. I problemi vescicali possono causare incontinenza urinaria o ritenzione urinaria.</p>
<h2><strong>Incontinenza urinaria</strong></h2>
<p>L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina. Esistono diversi tipi di incontinenza urinaria, ognuno con diversi sintomi e cause.</p>
<h2><strong>Ritenzione urinaria</strong></h2>
<p>La ritenzione urinaria può essere causata da un’ostruzione del tratto urinario, una debolezza muscolare della vescica o una condizione neurologica tutte quelle condizioni che interferiscono con i segnali tra il cervello e la vescica, causando una disfunzione nell&#8217;apparato urinario.</p>
<h2><strong>Vescica neurologica</strong></h2>
<p>Le condizioni neurologiche possono causare danni al sistema nervoso con ripercussioni sulla vescica e conseguente ritenzione urinaria (vedi sopra) oppure una vescica iperattiva che presenta sintomi sia di incontinenza da urgenza che perdite.</p>
<h2>Problemi di incontinenza… non solo in età avanzata</h2>
<p>L&#8217;incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina; alcuni esperti la considerano presente solo quando rappresenta un problema per il paziente. Il disturbo è grandemente sottostimato e poco riferito. Molti pazienti non segnalano il problema al loro medico per vergogna e molti medici non chiedono esplicitamente al paziente se soffre di incontinenza. Viene da pensare che i <strong>problemi di incontinenza </strong>vadano di pari passo con l’età. Non è così. Qualsiasi uomo o donna potrebbe essere soggetta a <strong>perdite di urina </strong>e in circa il 20% dei casi i disturbi compaiono addirittura prima dei 30 anni. L<strong>&#8216;incontinenza </strong>spesso è dovuta ad un indebolimento del <strong>pavimento pelvico</strong>, ad un’ipermobilità dell&#8217;<strong>uretra </strong>o ad una diminuzione del tono sfinterico dell&#8217;uretra. Dell&#8217;incontinenza, tuttavia, si possono comunque ricercare altre cause: infezioni urinarie o vaginali, effetti secondari di alcuni farmaci, debolezza muscolare, malattie nervose o muscolari ed effetti secondari di alcuni interventi chirurgici. Inoltre è dimostrato scientificamente come <strong>l’incontinenza </strong>sia più frequente tra le persone che fumano o che siano in sovrappeso e colpisce<strong> prevalentemente le donne</strong>, sebbene anche gli uomini ne possano soffrire.</p>
<h2>Le cause dell&#8217;incontinenza urinaria.</h2>
<p>Non tutte le forme di incontinenza sono uguali, così come diverse sono anche le cause dell’incontinenza maschile, di quella femminile, dell’incontinenza nei bambini e nelle persone anziane. Anche la portata delle perdite involontarie di urina varia da un soggetto all’altro. Il medico potrà fare una diagnosi più approfondita in base al tipo di incontinenza, alla frequenza e alla gravità dei sintomi. Se quindi hai perdite urinarie più o meno leggere, o altri disturbi della vescica, è opportuno che ti rivolga al tuo medico.</p>
<p>Come già accennato, la <strong>perdita di urina</strong> può essere causata da numerose circostanze, sia fisiche che neurologiche.</p>
<p>In generale, il <strong>pavimento pelvico</strong> non è più in grado di trattenere <strong>l&#8217;urina</strong>, che fuoriesce in <strong>piccole o grandi quantità.</strong></p>
<p><strong>Nei casi meno gravi, </strong>un&#8217;azione di <strong>pressione sul pavimento pelvico</strong>, come un colpo di tosse, uno starnuto, una risata eccessiva causa<strong> piccole fuoriuscite di urina.</strong></p>
<p><strong>Nei casi più gravi</strong>, le perdite possono essere <strong>abbondanti</strong> e diventare un enorme disagio per la persona.</p>
<p>La <strong>perdita involontaria di urina</strong> può avere molte cause, che possiamo raggruppare in:</p>
<ul>
<li><strong>incontinenza da sforzo (o da stress)</strong></li>
<li><strong>incontinenza da urgenza</strong></li>
<li><strong>incontinenza ostruttiva (o da rigurgito)</strong></li>
<li><strong>Incontinenza funzionale</strong></li>
<li><strong>Incontinenza strutturale</strong></li>
<li><strong>Incontinenza transitoria<br></strong></li>
</ul>
<p>In questo articolo parleremo, in generale, delle <strong>possibili cause e rimedi. </strong>Se si hanno sintomi di questo tipo <strong>consigliamo di parlare immediatamente con il proprio medico</strong> e valutare i possibili rimedi e cure per risolvere o alleviare il disturbo, e dotarsi di supporti sanitari, come<strong> assorbenti e panni</strong> che aiutano in parte a limitare il disagio sociale.</p>
<h2>Incontinenza da sforzo stress</h2>
<p>L&#8217;<strong>incontinenza da stress</strong> è causata da una <strong>perdita di sostegno dell&#8217;uretra</strong>, ovvero il condotto attraverso il quale fuoriesce l&#8217;urina dalla vescica. Quando i<strong> muscoli del pavimento pelvico</strong> perdono forza, l&#8217;uretra non è più in grado di trattenere l&#8217;urina, come avviene in normali circostanze.</p>
<p>Le cause che possono portare ad un indebolimento del pavimento pelvico sono numerose, tra le più comuni:</p>
<ul>
<li>la menopausa</li>
<li>l&#8217;ingrossamento della prostata o la rimozione della stessa</li>
<li>la gravidanza</li>
</ul>
<p>In questi casi la <strong>perdita involontaria di urina</strong> avviene, normalmente, in <strong>piccole quantità</strong> e in <strong>circostanze “da sforzo”</strong>, come un colpo di tosse, il sollevamento di un peso, chinarsi, ecc&#8230;</p>
<h2>Incontinenza da urgenza</h2>
<p>Diverso è il caso dell<strong>&#8216;incontinenza da urgenza</strong>. Il <strong>muscolo si contrae in modo improprio</strong>, senza riuscire a trattenere volontariamente l&#8217;urina. Tra le cause più comuni troviamo:</p>
<ul>
<li>invecchiamento</li>
<li>abuso di sostanze alimentari altamente irritanti (caffè, cioccolato, succhi di frutta, ecc)</li>
<li>ostruzione della vescica</li>
</ul>
<p>Chi soffre di questo disturbo avverte un&#8217;<strong>improvvisa esigenza di urinare</strong>, accompagnata da un&#8217;<strong>abbondante fuoriuscita di urina</strong>.</p>
<h2>Incontinenza ostruttiva</h2>
<p>Il sintomo da <strong>incontinenza ostruttiva</strong>, o <strong>da rigurgito</strong>, si manifesta <strong>dopo lo svuotamento della vescica</strong>. Questa non si svuota completamente, a causa di un&#8217;<strong>ostruzione o di un malfunzionamento</strong> <strong>del</strong> <strong>muscolo detrusore,</strong> per cui alcune gocce continuano a fuoriuscire.</p>
<p>Tra le possibili cause, possiamo elencare:</p>
<ul>
<li>stitichezza</li>
<li>patologie del sistema nervoso</li>
<li>diabete, sclerosi multipla, herpes zoster</li>
<li>tumori</li>
<li>traumi</li>
<li>ictus</li>
<li>morbo di Parkinson</li>
</ul>
<p>Il soggetto avverte, quindi, la sensazione di<strong> non aver espulso completamente l&#8217;urina</strong>.</p>
<h2>Incontinenza funzionale</h2>
<p>L&#8217;<strong>incontinenza funzionale</strong> è causata da <strong>possibili disturbi fisici o mentali</strong>. In questo caso, il <strong>muscolo detrusore,</strong> <strong>l&#8217;uretra</strong> e la <strong>vescica</strong> funzionano perfettamente, ma il soggetto non ha possibilità (o volontà) di utilizzare i servizi igienici.</p>
<p>Tra le varia cause, troviamo</p>
<ul>
<li>ridotta mobilità fisica/immobilità</li>
<li>disturbi da depressione/ansia in forma grave</li>
<li>demenza o confusione mentale</li>
<li>abuso di sostanze alcoliche</li>
</ul>
<p>In questo caso il soggetto potrebbe non riuscire a raggiungere una toilette, rifiutarsi volontariamente (ad esempio manifestando forte disagio per le toilette pubbliche) o non rendersi conto di avvertirne l&#8217;esigenza.</p>
<h2>Incontinenza strutturale</h2>
<p>I soggetti affetti da questa forma di incontinenza, solitamente sono affetti da <strong>disfunzione strutturale</strong>, ad esempio dovuta alla presenza di <strong>fistole</strong> <strong>vescico-vaginali</strong> o <strong>uretero-vaginali,</strong> di <strong>traumi</strong> o <strong>lesioni interne </strong>o da una <strong>conformazione anomala dell&#8217;uretra</strong>.</p>
<h2>Incontinenza transitoria</h2>
<p>In ultimo, questa forma di incontinenza può essere causata, ad esempio, dall&#8217;<strong>assunzione di alcuni farmaci</strong>, da <strong>cause fisiche</strong> (come immobilità o ridotta mobilità),<strong> disturbi mentali</strong> o <strong>gravi forme di stitichezza</strong>.</p>
<h2>Ritenzione urinaria</h2>
<p>I disturbi minzionali riguardano l&#8217;accumulo di urina o la sua emissione, perché entrambi sono controllati dagli stessi meccanismi neurali e del tratto urinario. Il risultato è <strong>l&#8217;</strong><a href="https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-genitourinari/disturbi-della-minzione/incontinenza-urinaria-negli-adulti"><strong>incontinenza</strong></a> o la <a href="https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-genitourinari/disturbi-della-minzione/ritenzione-urinaria"><strong>ritenzione</strong></a><strong>.</strong></p>
<p>Perché si abbia una normale funzionalità urinaria, il sistema nervoso volontario e quello autonomo devono essere integri e i muscoli dell&#8217;apparato urinario devono essere funzionanti. Ognuno di noi urina fisiologicamente più volte al giorno, di norma dalle 4 alle 6 volte al giorno. Quando la vescica non si svuota adeguatamente, il ristagno di urina può provocare infezioni e un sovraccarico del lavoro dei reni. Per questo motivo, nelle persone che hanno patologie che non permettono un adeguato svuotamento della vescica, è necessario effettuare un <strong>cateterismo che può essere a permanenza o intermittente</strong>.</p>
<p>Il catetere a permanenza rimane fisso ed è collegato ad una sacca di raccolta che viene sostituita una volta piena, usati principalmente in pazienti anziani e allettati o successivo a decorso post operatorio e per un breve periodo. Il catetere a intermittenza, invece, secondo le linee guida deve essere effettuato ogni 4 o 6 ore, in autonomia dal paziente o da un care giver che può anche essere in un parente, dopo averlo adeguatamente istruito sulla procedura.</p>
<h2>Indicazioni all’auto cateterismo intermittente</h2>
<p>L’<strong>auto cateterismo </strong>è indicato principalmente in due tipologie di persone: Persone affette da <strong>Vescica neurologica</strong> (o neurogena) e persone senza problemi neurologici, ma con problemi di ritenzione urinaria. Il vantaggio di un auto cateterismo intermittente è che evita il disagio di un catetere a permanenza, a sua volta, l’assenza di un catetere a permanenza riduce notevolmente il rischio di infezioni correlato alla presenza del catetere.</p>
<h2>Perché accertarsi che la vescica sia vuota?</h2>
<p>È importante svuotare la vescica 4-6 volte al giorno o come raccomandato dal medico o dall’operatore sanitario, e accertarsi ogni volta che la vescica sia completamente vuota.</p>
<p>Perché? Se non si svuota la vescica abbastanza spesso, l’urina potrebbe diventare stantia. I batteri contenuti nell’urina si moltiplicherebbero, aumentando la possibilità di contrarre un’infezione della vescica o del tratto urinario.</p>
<p>Se la vescica si riempie troppo, la parete della vescica può distendersi eccessivamente, rendendola più debole o incapace di trattenere l’urina. In questo modo, la pressione all’interno della vescica aumenterà, con il rischio che l’urina rifluisca verso i reni. Il riflusso di urina può comportare un’infezione o danneggiare a lungo termine i reni. L’aumento della pressione nella vescica può inoltre portare a rigurgito, ad esempio con perdite di urina (incontinenza).</p>
<h2>Prevenzione e supporti igienico-sanitari</h2>
<p>Abbiamo esaminato le <strong>possibili cause</strong> che possono portare alle varie forme di <strong>incontinenza urinaria e della ritenzione urinaria.</strong> Fatta eccezione dei casi in cui siano diagnosticate malattie congenite, patologie fisiche e mentali o problemi strutturali,<strong> nei casi più comuni</strong> è possibile <strong>ridurre il sintomo</strong> attraverso un buon <strong>cambio di abitudini quotidiane</strong> e di <strong>stile di vita.</strong></p>
<p>L&#8217;<strong>alimentazione corretta </strong>e l&#8217;<strong>esercizio fisico</strong>, anche mirato a <strong>rafforzare i muscoli del pavimento pelvico, </strong>possono aiutare il paziente a migliorare la propria condizione. Naturalmente, alla <strong>comparsa dei primi sintomi</strong> è necessario <strong>consultarsi con il proprio medico</strong>.</p>
<p>In tutti i casi è consigliabile utilizzare dei <strong>supporti igienici</strong>, come <strong>panni assorbenti </strong>più o meno contenitivi o nel caso di ritenzione urinaria dei cateteri adeguati per il in base alle proprie necessità e confort.</p>
<p>L&#8217;incontinenza e la ritenzione urinaria riducono notevolmente la qualità della vita causando imbarazzo, stigmatizzazione, isolamento e depressione. Molti pazienti anziani vengono spesso ricoverati in istituti perché l&#8217;incontinenza è un peso per coloro che li assistono. Nei pazienti costretti a letto, l&#8217;urina irrita e macera la pelle, contribuendo alla formazione di ulcere da pressione sacrali.</p>
<p style="padding: 10px; background: #03507e; color: #fff;"><b style="color: #fff;">Medic&#8217;s Point</b> fornisce <b style="color: #fff;">prodotti igienico sanitari</b> e <b style="color: #fff;">presidi medici</b> a supporto dei pazienti e, insieme, offre un <a href="https://www.medicspoint.it/assistenza-pre-e-post-vendita/"><b style="color: #ffff99;"> professionale servizio di assistenza</b></a>, mettendo a disposizione il proprio <b style="color: #fff;"> team di consulenti</b>. <a href="/contatti/"><b style="color: #ffff99;">Contattaci </b></a>per ogni esigenza.</p><p></p><p>L'articolo <a href="https://www.medicspoint.it/incontinenza-e-ritenzione-urinaria/">Incontinenza e ritenzione urinaria</a> proviene da <a href="https://www.medicspoint.it">Medic&#039;s Point</a>.</p>
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		<title>Abbigliamento Medico</title>
		<link>https://www.medicspoint.it/abbigliamento-medico/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2017 06:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accessori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbigliamento medico: come vestirsi per lavorare in ospedali e cliniche L’abbigliamento medico è una vera a propria uniforme da lavoro, obbligatoria per chi lavora in strutture ospedaliere pubbliche o private. La normativa che regola il vestiario dei medici è regionale o provinciale, per cui si possono notare differenze a seconda dell’ospedale o della clinica del territorio. Una buona norma è che l’abbigliamento medico si distingua da quello dell’infermiere e dell’operatore sanitario, al fine da rendere facile individuare il ruolo del professionista agli occhi di un paziente o di un visitatore. Un&#8217;altra differenza, ad esempio, esiste tra il medico che visita un paziente e un chirurgo che opera in sala operatoria, le cui divise sono visibilmente distinte. Abbigliamento medico: è importante vestirsi nel modo giusto Le persone entrano in un ospedale per diverse ragioni e, molto spesso, si tratta di situazioni particolarmente delicate. Può essere per una semplice visita medica o per un ricovero, oppure per la necessità di andare a fare visita ad un parente; in ogni caso, le persone hanno bisogno di sentirsi rassicurate e serene. L’ospedale, di per sé, non è un ambiente che infonde piacevoli sensazioni, data la natura stessa del luogo e di ciò che rappresenta,&#8230; <a class="read-more-link" href="https://www.medicspoint.it/abbigliamento-medico/">Read More</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Abbigliamento medico: come vestirsi per lavorare in ospedali e cliniche</h2>
<p>L’<strong>abbigliamento medico </strong>è una vera a propria <strong>uniforme da lavoro</strong>, obbligatoria per chi lavora in strutture ospedaliere pubbliche o private.</p>
<p>La normativa che regola il vestiario dei medici è regionale o provinciale, per cui si possono notare differenze a seconda dell’ospedale o della clinica del territorio.</p>
<p>Una buona norma è che l’abbigliamento medico si distingua da quello dell’infermiere e dell’operatore sanitario, al fine da rendere facile <strong>individuare il ruolo </strong>del professionista agli occhi di un paziente o di un visitatore.</p>
<p>Un&#8217;altra differenza, ad esempio, esiste tra il medico che visita un paziente e un chirurgo che opera in sala operatoria, le cui divise sono visibilmente distinte.</p>
<h2>Abbigliamento medico: è importante vestirsi nel modo giusto</h2>
<p>Le persone entrano in un ospedale per diverse ragioni e, molto spesso, si tratta di situazioni particolarmente delicate. Può essere per una semplice visita medica o per un ricovero, oppure per la necessità di andare a fare visita ad un parente; in ogni caso, le persone hanno bisogno di sentirsi rassicurate e serene.</p>
<p>L’ospedale, di per sé, non è un ambiente che infonde piacevoli sensazioni, data la natura stessa del luogo e di ciò che rappresenta, per cui è fondamentale mettere il più possibile a proprio agio, tanto i pazienti quanto i parenti in visita.</p>
<h2>Il camice del medico: perché è bianco?</h2>
<p>Normalmente, un medico ma anche un infermiere e un operatore sanitario indossano un lungo <strong>camice bianco</strong>, sempre ordinato e stirato. La scelta del colore non è lasciata al caso, ma stabilita sulla base del significato che questo trasmette.</p>
<p>Il bianco, oltre ad essere il colore per eccellenza che <strong>rappresenta pulizia e igiene</strong>, trasmette una sensazione accomodante e un <strong>senso di affidabilità. </strong></p>
<p>I modelli di camice possono essere classici, ovvero quelli aperti sul davanti, o con bottoni o clip . Le maniche necessariamente lunghe fino al polso, che può essere stretto ed elasticizzato.</p>
<h2>La divisa della sala operatoria: verde o azzurra</h2>
<p>Molto diversa è la divisa del chirurgo. Il colore, in particolare, serve ad individuare immediatamente il ruolo del medico in quel momento. Il <strong>camice verde o azzurro </strong>si indossa, infatti, in <strong>sala operatoria</strong>, per poi essere sostituito da quello bianco quando il professionista svolge la regolare professione di medico.</p>
<p>La tonalità del verde o dell’azzurro, a seconda della clinica, è una <strong>scelta di tipo funzionale</strong>.</p>
<p>Il chirurgo durante l’operazione su di un paziente si può sporcare con il sangue. Il verde e l’azzurro <strong>attenuano il rosso ematico</strong>, che diversamente sarebbe ben visibile su un camice bianco.</p>
<h2>Le scarpe mediche: come sceglierle</h2>
<p>Per trovare le <strong>scarpe adatte </strong>a svolgere la professione di medico, in particolare nell’ambito delle strutture ospedaliere, bisogna pensare per prima cosa alla <strong>comodità e alla qualità</strong>. Questa professione richiede lunghe ore in piedi e spostamenti frequenti tra i reparti, per cui indossare un paio di scarpe non traspiranti e con suola piatta non è certamente la scelta migliore.</p>
<p>Le scarpe adatte a questo tipo di lavoro sono quelle <strong>sanitarie</strong>, realizzate con materiali appositamente studiati per garantire la massima sicurezza e comfort del personale.</p>
<p>Fondamentale è il tessuto della scarpa, della suola e del rialzo sul tallone, quindi è bene non essere parsimoniosi e acquistare scarpe con le seguenti caratteristiche:</p><ul class="wp-block-list"><li>tessuto traspirante e antistatico, per evitare di attirare la polvere;suola antiscivolo, per impedire di scivolare su pavimenti lisci e molto spesso bagnati;</li></ul><ul class="wp-block-list"><li>tallone antishock, studiato appositamente per lavorare molte ore in piedi;soletta interna antibatterica e sterilizzabile, da poter igienizzare frequentemente.</li></ul><ul class="wp-block-list"><li>Molti modelli, inoltre, sono studiati per poter essere lavati direttamente in lavatrice anche ad alte temperature per una migliore sanificazione.</li></ul><h2 class="wp-block-heading">Dove acquistare abbigliamento medico di qualità</h2><p>Per essere certi di acquistare un <strong>prodotto di qualità </strong>è fondamentale sapere a chi rivolgersi. Esistono negozi e punti vendita specifici in articoli sanitari e prodotti medicali, in cui avere la certezza di fare un ottimo acquisto.</p><p><strong>Medic’s Point </strong>è punto di riferimento <strong>in Puglia </strong>per la <strong>vendita di prodotti e articoli sanitari </strong>di qualità certificata. Se hai necessità di acquistare abbigliamento medico, rivolgiti al</p><p>nostro <strong>punto vendita </strong>o scegli tra la gamma di <strong>prodotti online </strong>e acquista direttamente sul nostro sito.</p><p>L'articolo <a href="https://www.medicspoint.it/abbigliamento-medico/">Abbigliamento Medico</a> proviene da <a href="https://www.medicspoint.it">Medic&#039;s Point</a>.</p>
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